PALESTINA - BALSAM
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Lettere e notizie dalla Palestina

I maggio 2003

ECONOMIA BELLICA

Esiste. CíË quella ad alto livello e quella spicciola. E chi la fa, quella spicciola? Ovvio, le donne. Insomma, coloro che la guerra non la fanno e non la vogliono, si trovano nella paradossale situazione di permettere agli altri di farla. Senza soldati la guerra non si puÚ fare. Non vorrei chiedere ìMa i soldati, chi li fa?î. No. Questo non lo penso neanche. Penso alle centinaia di ore trascorse a nutrire, curare, vestire, lavare ecc., non dico i soldati, ma coloro che li comandano, Io li vedo, questi generali di acciaio da piccoli.Chi li ha fatti cosÏ duri?. Le carezze della mamma. Chi li ha fatti cosÏ determinati? Le sculacciate della mamma.

Le donne, la guerra, non la farebbero mai. La vita Ë giý cosÏ dura in tempo di pace, figuriamoci in tempo di guerra. E non pensiamo che non la saprebbero fare. Forse la farebbero meglio degli uomini. Pensiamo alle strategie innumerevoli che le donne devono escogitare quotidianamente. Sanno quando attaccare, quando ripiegare, quando cedere, quando bluffare. Il nemico si trova sbaragliato, spesso senza rendersene conto, talvolta credendo di avere vinto lui.

Ogni giorno mi trovo a ruminare lo stesso boccone amaro: ìSe la Storia la facessero le donne? Mica per sempre, solo una manciata di anni.î

Questo da il via ai sogni. Poi la voce gracchiante dellíaltoparlante di una jeep mi riporta bruscamente alla realtý. Coprifuoco.

Qui cíË líOccupazione e líoccupazione. La prima Ë quella del 1967 (o del 1948? Fate voi), la seconda Ë quella delle successive rioccupazioni, innumerevoli, ognuna Ë stata pi˜ larga e pi˜ lunga della precedente, non si capisce pi˜ niente tra quello che era nostro e non lo Ë pi˜, quello che ci dovrebbero dare e quello che dicono ci daranno e quello che realisticamente ci daranno, e poi dipende da chi lo dice. Ce níera uno mica male che parlava americano che diceva cosÏ e colý, ce níera un altro tutto elegante che diceva uníaltra cosa, poi uno con le mani piccole piccole che ne diceva uníaltra, poi uno coi piedi piatti che ricambiava tutto e poi, ma forse mi sbaglio, Ë difficile tenere il conto di tutto ciÚ, un altro con un cagnolino in braccio che praticamente non diceva niente. Troppo difficile capirci qualcosa. Quello che Ë chiarissimo per tutti Ë pressappoco questo: oggi peggio di ieri e meglio di domani

Mi limiterÚ allíoccupazione. Sono tra noi, non li vedi ma ci sono, pronti a spuntare allíangolo della strada con una jeep, o forse un blindato, ma puÚ anche essere un carro armato o una camionetta o due o cinque o otto. Forse corrono come pazzi ed allora guai a chi non si sposta in tempo, a piedi o in macchina che sia. Talvolta scendono lentamente per le strade sconnesse, godendosi il panorama e il terrore dei ragazzini sorpresi a giocare a pallone. Quando urlano ìCoprifuoco, vietato uscireî e quando sussurrano nellíaltoparlante ìGente di Betlemme, tutti a casa fino a nuovo ordineî che perÚ non viene mai, loro il coprifuoco lo mettono, ma non si curano di toglierlo, la gente prova, dopo qualche ora, a riuscire. Loro sono scomparsi. Forse, chissý.

Ma io ho elaborato la mia strategia ed ora non mi colgono pi˜ tanto di sorpresa. Anche io. come Condoleeza, ho istituito un codice di emergenza. Il coprifuoco puÚ essere di varie intensitý.

Codice verde: possiamo raggiungere, dopo aver controllato la strada dal portone, la bottega di destra, che sembra chiusa, ma non lo Ë. Possiamo tentare la sorte ed uscire per comprare quei generi che sappiamo di poter trovare freschi almeno per ancora poche ore, come il latte. CíË líelettricitý, possiamo seguire le notizie alla televisione, pi˜ qualche altro programma da non perdere assolutamente, cole la Melevisione, Art Attack e Geo e Geo. Il frigo stipato di carne e pesce surgelati ci permette pranzi normali. Il forno puÚ anche sfornare un pane passabile, oltre a riscaldare quello del freezer.

Elettricitý ed acqua ci consentono di mantenere sembianze umane, possiamo lavarci e lavare i nostri abiti. Ci ritempriamo il morale innaffiando i gerani del balcone. Il telefono funziona, possiamo mandare fax nei quali raccontiamo le nostre dure esperienze a famigliari ed amici pazienti.

Codice arancione: possiamo controllare la situazione dal balcone, nascondendoci dietro i gerani. Non cíË elettricitý, ma la radiolina a pile mantiene un contatto con il resto del genere umano e ci da il punto della situazione, sempre piuttosto confuso, dato che chi fa questo punto non puÚ uscire neanche di casa. Addio ai pranzi normali, diciamo piuttosto uníunica abboffata nella quale mangiamo carne e pesce fino ad esaurimento (nostro).

I pasti successivi saranno piselli, fagioli, fave, lenticchie, tutto rigorosamente secco e quindi tenuto a bagno per una notte.

Dobbiamo scegliere tra il lavarci con líacqua fredde ed il non lavarci affatto, e, dato che il morale Ë la scorta pi˜ preziosa che abbiamo, optiamo sempre per la seconda soluzione.

Nelle ore di luce inganniamo il tempo, i bambini e noi stessi fingendo di divertirci giocando a tombola, leggiamo favole e raccontiamo loro episodi buffi della nostra vita che giý conoscono ma che, chissý perchÈ, continuano a divertirli tanto, ma le loro risate un poí isteriche ci rendono ancora pi˜ tristi. Mangiano frittelle senza uova e, quando non distinguiamo pi˜ i nostri volti nellíoscuritý, ci mettiamo tutti nel lettone e lÏ nuovi attacchi di ridarella e racconti terrorizzanti di fantasmi. Possiamo telefonare ai nostri sostenitori allíestero.

Codice rosso: per motivi che pietosamente definiamo inspiegabili, oltre alla corrente elettrica, manca anche líacqua ed il telefono. Cero che abbiamo scorte di acqua, ma addio a quel minimo di igiene personale e collettiva. Addio alle zuppe di fagioli, che richiedono troppa acqua nella preparazione. Addio ai gerani. Ci sono sempre scatolette di lenticchie, di mais e di piselli. Quando finisce la bombola del gas, scatolette di tonno che non si deve riscaldare. Per cause di forza maggiore i nostri fedelissimi non hanno pi˜ notizie. La notte lasciamo da parte i fantasmi e ci raccontiamo quanto sarý bella la pace e la libertý. I bambini si addormentano sognando di correre, cantare, mangiare ghiaccioli lucidi. Noi non ci addormentiamo, anzi, diciamola tutta, ci abbracciamo e piangiamo in silenzio.

Adesso esce la luna e, senza muoverci, usciamo tutti dai nostri letti, dalle nostre case, usciamo nelle strade, nelle cittý, superiamo i posti di blocco abbandonati e ritroviamo amiciÝ che avevamo pianto per morti. Abbracciamo gli sconosciuti e li invitiamo a prendere un te alla salvia ed a parlare del passato, ricordando le ore buie del coprifuoco e dellíoccupazione.

 

Domani devo riorganizzare la casa per un eventuale coprifuoco. Bottiglie di acqua, batterie, aghi chirurgici e filo di nylon per cuciture di emergenza, non si sa mai. Pi˜ la solita scorta di fagioli, piselli, tonno.

Pi˜ qualcosa che tutti cerchiamo di non far mancare mai: la speranza. Ý

 

 

 

ÝGiovedÏ 1ƒ Maggio 2003

 

ÝCiao a tutti,

 

ÝOggi tutti a casa, dormivamo tranquilli perchÈ non c'Ë scuola e lavoro e, verso le sette, attaccano gli altoparlanti con la buona nuova "Coprifuoco". Dopo pochi minuti, il tempo di riaddormentarci, una esplosione potente e lontana che sveglia Khaled. Io vado al mio posto di osservazione (veranda sulla valle) e trovo le solite camionette che non si sa cosa vogliono fare. Per la strada non c'ËÝ uníanima, sia per il coprifuoco che per la vacanza, ed una strana sensazione di pericolo incombe su me e Kamal. Siamo abituati ai coprifuochi, ma stavolta sembra differente. I bambini scendono a giocare davanti al portone, il coprifuoco per loro significa almeno poter giocare per la strada, cosa che in tempi normali non possono fare. Io tengo díocchio la strada mentre sfaccendo in cucina e vedo venire gi˜ per il marciapiede in lunga fila di soldati israeliani nel consueto atteggiamento che assumono durante questo tipo di operazione, e che potrei riassumere cosi:Ý "Siamo armati fino ai denti e voi no. Siamo addestrati alla guerriglia e voi no. Possianio fare ogni prepotenza impunemente e voi no. Abbiamo uno come Sharon a capo e voi no. Abbiamo uno come Bush alle spalle e voi no. PerÚ abbiamo tanta fifa e voi no. PerchȪ?"

Volo gi˜ a raccogliere i bambini, Khaled ha giý afferrato il Dede che protesta e se lo sta trascinandoÝ per le scale. Riesco per recuperare la macchina a pedali che Ë rimasta abbandonata sul marciapiede e questo sembra calmarlo. Su a casa, solita procedura. Khaled Ë un ometto coraggioso e mi dice che questa volta non ha paura se vengono a casa nostra. Mi chiede se bisogna nascondere la foto di Kamal con Arafat. Io preparo i nostri passaportiÝ in ingresso. Al Dede, che continua a lamentarsi per questa privazione di libertý, viene riassunta la situazione con questa frase per lui comprensibilissima: "Fuori ci sono tanti Bum Bum". Lui spalanca gli occhi e si rannicchia contro di noi.Ý Stavolta scampiamo la visita a domicilio per motivi ignoti. Non cosÏ i nostri vicini dirimpettai che ricevono tutti questo onore. I soldati, una decina circa, ignorando campanelli e batacchi, sbattono il calcio dei loro fuciloni su ogni porta. Restano qualche minuto in ogni casa, lasciando uno o due di loro fuori coni fucili puntati contro tutti e tutto. Vanno avanti, vanno indietro, spariscono per ricomparire dopo qualche minuto. Ritornano in una delle case giý visitate, rientrano e stavolta non lasciano nessuno fuori. Passano lunghi minuti, oltre mezzíora. Tutti gli abitanti della strada sanno che sono dentro questa casa che Ë molto grande e piena di finestre,, verande e soggette, probabilmente il posto ideale per osservare senza essere visti. Tutto questo in un silenzio assoluto.

Poi, in pochi secondi, arriva un blindato e due jeep, gli intrepidi escono in assetto di autodifesa,

cioË puntando fucili in tutte le direzioni, si dispongono due qui, due la, due su e due gi˜

per permettere agii altri dÏ salire sul blindalo. Saliti questi, due per volta quelli che li coprono

salgono, fino a che non ne resta che quello che copriva il penultimo e che non deve essere troppo tranquillo, pensate un po' se il blindato partisse dimenticandoselo.

Sgassata e partenza.. Il gelo si dissolve in pochi istanti, il muezzin della moschea sopra casa lancia la su preghiera con voce di sfida, tutti i ragazzini corrono in strada, compresi i nostri, le viole di pasqua del terrazzo ricominciano a profumare, o almeno cosÏ a me pare e la bella bandiera della pace si distende in tutti i suoi colori al vento.

Baci a tutti.

Lucia.

 

P.S. Tra le dieci vittime del raid a Gaza, c'erano tre bambini di due, otto e

tredici anni.