Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Medio Oriente

(17.05.2001)

Il Parlamento europeo, viste le sue precedenti risoluzioni sul Medio Oriente, in particolare quella del 5 ottobre 2000, viste le risoluzioni 242, 338, 1310 e 1322 del Consiglio di sicurezza dellONU, viste le conclusioni della riunione del Consiglio europeo di Nizza dell8 dicembre 2000, viste le risoluzioni adottate dalla Commissione per i diritti delluomo delle Nazioni Unite il 18 aprile 2001, vista la dichiarazione della Presidenza dellUnione europea del 18 aprile 2001, vista la sua risoluzione del 5 aprile 2001 sui risultati del Consiglio europeo di Stoccolma, visto il principio della conferenza di Madrid sul processo di pace in Medio Oriente, allarmato per il costante deterioramento delle prospettive del processo di pace in Medio Oriente, visto che la regione Ź devastata quotidianamente da unescalation della violenza, che Ź costata la vita a molti civili, considerando che finora non Ź stato possibile mettere in atto alcuna iniziativa efficace volta alla ripresa del dialogo tra israeliani e palestinesi, al fine di porre termine allescalation della violenza, considerando che la relazione della commissione dinchiesta di Sharm el Sheikh giunge alla conclusione che Israele deve sospendere la politica degli insediamenti e che ambo le parti devono cessare la violenza incondizionatamente, considerando lurgenza per lUnione europea di adottare nuove iniziative volte a contribuire alla cessazione della violenza, al rafforzamento della fiducia e alla ripresa dei negoziati tra le due parti, iniziative fondate sul rispetto del diritto internazionale e delle relative risoluzioni delle Nazioni Unite, considerando che, come dichiarato dalla Presidenza dellUE, i progressi compiuti su tutti i principali temi in occasione degli ultimi negoziati dovrebbero costituire la base dei futuri colloqui sullo statuto permanente, constatando con preoccupazione lemergere di nuove tensioni tra Israele, Siria e Libano, considerando che una pace giusta, equa e duratura puė instaurarsi soltanto in un contesto regionale e che Ź necessaria la ripresa dei negoziati anche sui capitoli siriano e libanese, considerando la situazione intollerabile della popolazione palestinese nei territori occupati, attualmente vittima di sanzioni collettive ingiuste e inaccettabili; gravemente turbato dai vari attacchi terroristici commessi di recente dai palestinesi contro la popolazione civile israeliana, considerando che varie organizzazioni internazionali e organizzazioni attive in Palestina riferiscono che Ź prassi corrente per i funzionari palestinesi commettere gravi violazioni dei diritti umani, compresi la tortura e lassenza di un equo processo, considerando che Israele ha confermato lesistenza di una politica di "selezione di obiettivi militari" condotta dalle sue forze di sicurezza e che lUE ha condannato la politica di esecuzioni sommarie, segnalando, a tal riguardo, la responsabilitą condivisa della Siria e del Libano nella riduzione della tensione e nel controllo dei gruppi estremisti; considerando che la non corretta applicazione degli accordi commerciali da parte di Israele fa sď che il beneficio delle preferenze comunitarie vada a prodotti fabbricati in insediamenti illegali, 1. esprime profonda costernazione per il numero di vittime tra la popolazione civile a conseguenza del conflitto degli ultimi mesi ed esprime la sua partecipazione e solidarietą alle famiglie di tutte le vittime; 2. respinge il ricorso alla violenza, riafferma il suo impegno al proseguimento del dialogo e dei negoziati di pace e ritiene che non esista una soluzione militare al conflitto; 3. esorta tutte le parti in causa a porre termine alla violenza; condanna il ricorso eccessivo e sproporzionato alla forza, le esecuzioni sommarie da parte dellesercito israeliano nei territori occupati e la chiusura totale di questi ultimi; condanna tutti gli attacchi terroristici perpetrati in Israele; invita l'Autoritą nazionale palestinese a compiere tutti gli sforzi possibili per combattere il terrorismo, ridurre la violenza e tenere sotto controllo gli estremisti; 4. condanna le incursioni illegali dellesercito israeliano nei territori sotto il controllo dellAutoritą nazionale palestinese, sulla striscia di Gaza e in Cisgiordania; 5. condanna lampliamento degli insediamenti nei territori occupati, che crea una situazione di fatto che complicherebbe ulteriormente lapplicazione di futuri accordi di pace; 6. prende atto delle conclusioni contenute nella relazione della commissione dinchiesta di Sharm el Sheikh ed esprime il proprio sostegno alla richiesta di congelamento di qualsiasi attivitą di insediamento, ivi incluso lo sviluppo naturale; 7. invita gli Stati membri, in linea con la suddetta relazione, a proporre al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite linvio di una missione di osservatori nei territori palestinesi; 8. esprime il proprio sostegno a qualsiasi iniziativa mirata alla ripresa del dialogo tra israeliani e palestinesi, particolarmente da parte dellEgitto e della Giordania; ritiene che soltanto la ripresa del dialogo e lapplicazione di misure volte ad accrescere la fiducia possano portare alla cessazione effettiva della violenza; 9. invita il governo israeliano a riprendere i negoziati revocando il blocco dei territori, ponendo fine all'applicazione e all'espansione della politica degli insediamenti e procedendo al rimborso delle entrate fiscali arretrate all'Autoritą nazionale palestinese; 10. invita il Consiglio europeo di Göteborg a elaborare e ad adottare una strategia comune sul Medio Oriente sulla base delle proposte presentate dallAlto rappresentante per la PESC, in collaborazione con il Rappresentante permanente dellUE in Medio Oriente, onde conseguire lobiettivo di accrescere lefficacia e la visibilitą dellazione politica e diplomatica dellUE nella regione, tenendo conto delle numerose risoluzioni di questo Parlamento su tale questione; 11. si rammarica dellatteggiamento di alcuni Stati membri in occasione della riunione annuale della Commissione per i diritti dell'uomo delle Nazioni Unite a Ginevra; ritiene che lastensione relativamente alla risoluzione di condanna delle violazioni dei diritti umani nei territori occupati comprometta il profilo dellUE e pregiudichi lo sviluppo globale del partenariato euromediterraneo; 12. ritiene che luso sproporzionato della forza da parte dellesercito israeliano e le sanzioni collettive non siano conformi ai principi dellAccordo di associazione gią in vigore tra lUE e Israele; chiede pertanto al Consiglio e alla Commissione di esaminare tali violazioni, di trarne le necessarie conclusioni e di riferirne a questo Parlamento; 13. sollecita la Commissione e gli Stati membri ad adottare misure incisive per porre rimedio alle violazioni delle norme di origine da parte di Israele nellambito dellaccordo commerciale con lUE e a informare il Parlamento, onde evitare qualsiasi complicitą indiretta nella politica di creazione illegale di insediamenti; 14. Ź del parere che le future proposte di pace debbano basarsi sul rispetto del diritto internazionale, sulle risoluzioni 242 e 338 del Consiglio di sicurezza dellONU, sullapplicazione effettiva e integrale degli accordi interinali gią conclusi tra israeliani e palestinesi, nonché su quanto conseguito negli ultimi negoziati di Camp David; 15. ricorda la posizione dell'Unione europea a favore della creazione di uno Stato palestinese vitale, democratico e pacifico; 16. ritiene essenziale, ai fini del conseguimento della pace nella regione, che il governo libanese eserciti la sua sovranitą sul proprio territorio e chiede alla Siria e ad Israele di consentirgli di farlo; 17. invita tutti i paesi del Medio Oriente a cooperare effettivamente contro le reti terroriste e a reiterare il loro impegno nei confronti della sicurezza di tutti i paesi della regione; 18. sottolinea limportanza di dare attuazione nellintera regione a una politica educativa volta a promuovere la tolleranza e la comprensione reciproca fra culture e religioni.

 

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