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Presentazione del Movimento per uno Stato Unico Laico e Democratico

 Mentre l’occupazione israeliana continua ad essere sempre più dura, un numero crescente di persone in tutto il mondo sta arrivando alla conclusione che la soluzione  di due Stati separati su base etnica  non sia più valida. Il livello di integrazione tra Palestinesi e Israeliani, sia all’interno che fuori della Linea Verde, nonché la semplice realtà demografica, hanno reso effettivamente  e realisticamente impossibili i progetti di Stati separati, tranne quello attuale di “ghettizzazione” che il governo israeliano sta mettendo in pratica, il quale non è sostenibile. 

 

Le alternative alla separazione etnica all’interno della Palestina sotto Mandato (“tra il fiume e il mare”) sono i  “modelli di Stato unico”, da un lato i modelli di Stato unico razzisti, basati sulla pulizia etnica degli “altri”, e dall’altro i modelli di Stato unico progressisti basati sull’integrazione dei Palestinesi—compresi i profughi—e degli Israeliani all’interno di uno Stato unico con un’unica organizzazione di governo. Per i progressisti, l’idea di pulizia etnica è puro anatema, quindi può essere eliminata come soluzione inaccettabile. Per quel che riguarda i modelli di Stato unico progressisti, esiste un’ampia varietà di opinioni sul modo in cui possono essere formati:

1)      Il modello federalista considera la possibilità di Stati o cantoni etnici separati, e si ispira essenzialmente agli esempi del Belgio e della Svizzera.

2)      Il modello binazionale propone delle leggi e dei diritti separati e specifici per ciascuno dei gruppi dentro il quadro di uno Stato unito, simile all’attuale status quo all’interno dello stesso Stato di Israele o alla situazione del moderno Libano, senza però la discriminazione aperta contro gruppi particolari.

3)      I modelli integrazionisti sostengono che “separati” non potrà mai significare “uguali”, e si ispirano generalmente al modello sudafricano, basato su un nucleo di principi come l’anti-razzismo, “una persona -- un voto”, e sull’applicazione della legge a tutti i cittadini senza discriminazione.

 

Ognuno di questi modelli ha i suoi vantaggi e svantaggi, ed è impossibile dire quale otterrà il sostegno più esteso. Per il momento la prospettiva di uno Stato unico è sostenuta solo da una minoranza. Tuttavia, circa il 25-30 % dei profughi palestinesi, la stragrande maggioranza dei Palestinesi con cittadinanza israeliana e delle percentuali più ridotte di altri Israeliani e Palestinesi sono già convinti che la proposta di uno Stato unico sia un compromesso accettabile. Tutte queste percentuali possono essere aumentate se noi, del movimento per la pace e la giustizia globali e per i diritti umani, ci prendiamo cura di questo problema e ne facciamo una questione fondamentale.

 

Per potere fare andare avanti il concetto dello Stato unico progressista—senza badare a quale modello preferiamo—abbiamo deciso di lanciare il progetto del “Movimento per uno Stato Unico Laico e Democratico”. Per iniziare, stiamo organizzando una comunità online con lo scopo di dare vita a un lavoro di rete tra gli attivisti del movimento, per permettere loro di condividere informazioni e opinioni sulla difesa dello Stato unico progressista, nonché sviluppare complessivamente il concetto di Stato unico, mettendo ciascuno dei sostenitori dei vari modelli in grado di esporre il proprio caso e di discutere dei problemi. Questo è un progetto fondamentalmente progressista, nel senso che aspettiamo da tutti i partecipanti che rimangano all’interno dei perimetri di base—anche se molto estesi—del progetto come definito nella pagina “Posizioni del Movimento”. In più, questa comunità è pienamente democratica: ognuno dei membri ha il diritto di proporre nuove iniziative, di votare sulle iniziative precedenti, e di dibattere dei vari problemi in un forum aperto tra gli altri membri.

 

Il Movimento intende fare spazio agli intellettuali come agli attivisti, anche se non c’è bisogno di essere né l’uno né l’altro per partecipare. Sul piano intellettuale ci sono le discussioni che riguardano i vari modelli, e anche il problema di come arrivare, dalla posizione nella quale siamo oggi, a una realizzazione effettiva dell’ideale di uno Stato unico in Palestina/Israele. Per quel che riguarda l’attivismo, stiamo discutendo dei modi in cui argomentare sul punto di una effettiva confutazione delle posizioni etnocentriche /razziste, degli esempi di altre attività che potrebbero essere introdotte nella propria zona, e di un servizio di informazione per fare conoscere i propri sforzi nella promozione dell’ideale di uno Stato unico.

 

Vi invitiamo a consultare il sito Web del Movimento per uno Stato Unico Laico e Democratico, che è : http://www.onestate.org.  Leggete le rubriche “Posizioni “ e “Scopo” del Movimento, e se trovate che le vostre opinioni sono compatibili con le nostre, considerate la possibilità di aderire. Da molti punti di vista, uno Stato unico è molto più facile da difendere della soluzione di due Stati etnici separati e, di conseguenza, è necessario per noi  fare sì che la difesa di uno Stato unico diventi un suggerimento fondamentale. L’iniziativa è nuova, è diventata pubblica solo il 7 Agosto, dunque c’è ampio spazio per fare partecipare tutti.

 

John Sigler,

Movimento per uno Stato Unico Laico e Democratico.

http://www.onestate.org