Lettera del 3 maggio 2001

 

sito aggiornato dove trovare le lettere precedenti e altro tra cui un articolo di di Ghassan H. Andoni del Centro Palestinese per il Riavvicinamento fra i Popoli di Beit Sahour sulla settimana di iniziative non violente in Palestina e una poesia dedicata a Sabreen da Violetta - Aziza (in contributi esterni) http://web.tiscalinet.it/intifada2000


Nella lettera:

Rapporto sulla situazione

Morire a Betlemme

TG1 notte

Nuovo contributo da Birzeit

"Rosa" il fresco colore dell'occupazione


Rapporto 28 settembre 2000 - 16 aprile 2001 redatto da MIFTAH ( WWW.MIFTAH.ORG) Palestinesi uccisi da soldati e coloni: In Cisgiordania, Gerusalemme est e Gaza : 425 Nella Palestina del 1948 : 13 Nel sud del Libano : 2 Totale (di cui 138 inferiori a 18 anni) :440 Palestinesi feriti : da proiettili 2.584 da proiettili rivestiti di gomma 4.759 da gas lacrimogeni 4.082 altri modi 1.615 Totale (incluso 5.000 feriti al di sotto dei 18 anni: 13.040 Invalidi permanenti : 1.500 Palestinesi arrestati per motivi politici: in territori israeliani 1.189 in Territori palestinesi 1.387 Totale: 2.576 Immobili residenziali completamente distrutti da attacchi israeliani: Striscia di Gaza: 226 Cisgiordania : 333 Totale: 559 Immobili residenziali colpiti: 3.669 Olivi sradicati,abbattuti, tagliati : 25.000 Alberi totali sradicati, abbattuti,tagliati: 181.000 Aree agricole e coltivate distrutte : 36.690 mq Case demolite dalle autorita' israeliane : 36 Dal 1967 Israele ha confiscato circa 750.000 acri di terra del 1,5 milioni della Cisgiordania e Striscia di Gaza . Solo dal 1987 oltre 2.500 case sono state demolite con la scusa di non avere il permesso edilizio Attacchi israeliani contro medici e infermieri in autombulanze : Infermieri uccisi : 3 Medici uccisi : 1 Medici e infermieri feriti: 160 Ambulanze colpite: 109 Scuole palestinesi chiuse per l'assedio israeliano : 174 Studenti palestinesi privati del diritto scolastico : 90.000 Impatto delle chiusure israeliane sulla economia palestinese : Disoccupati: 257.000 Tasso di disoccupazione in Cisgiordanie e Striscia di Gaza: 47% Perdite di salario dei lavoratori palestinesi precedentemente impiegati nella palestina 1948 (Israele): $ 3.6 milioni di dollari al giorno Perdite attuali: Deficit nel prodotto interno lordo tra settembre e marzo $ 1.5 miliardi di dollari Riduzione reddito pro capite : 47% Percentuale di palestinesi che vivono sotto la soglia di poverta' : 53% Perdita stimata se le chiusure continuano nel 2001 : $ 1.7 miliardi di dollari Fonti : *Palestine Red Crescent Society *The World Bank (West Bank and Gaza Strip) *Office of the United Nations Special Coordinator (UNSCO)-Gaza *Ramallah Hospital *PECDAR


I soldati israeliani piazzati sul tetto della Tomba di Rachele a Betlemme, il 29 aprile hanno aperto il fuoco su un auto a circa cento metri di distanza. L'auto conteneva "pericolosissimi terroristi" ?? No, c'era una famiglia di 4 persone, ne hanno uccisa una e ferito altre due. Imad Qaraqui di 31 anni e' stato ucciso sul colpo. Il figlio di 5 anni Haitham e' rimasto ferito perdendo un occhio, il cugino Ziyad di 27 anni e' stato ferito al petto e alla spalla. Non c'erano scontri, l'auto stava tranquillamente percorrendo la strada. Chi sono i violenti ? i palestinesi?


A questo proposito TG1 notte,Rassegna Stampa ore 1:25 del 3/5/2001 : c'era il solito conduttore-lettore delle prime pagine con un ospite, tale Stefano Folli (chi era costui? ). Come saprete nei giorni scorsi Mubarak, presidente egiziano, aveva suonato le trombe per dire che era stata raggiunta "la tregua" tra israeliani e palestinesi. Salvo essere smentito dagli israeliani con l'invasione armata del campo Brasil nella striscia di Gaza. Mubarak ha fatto finta di fare l'arrabbiato dicendo comunque che gli israeliani gli hanno fatto fare una "figuraccia" invadendo il campo profughi. Il conduttore chiede al tale un parere appunto su questa invasione con carri armati e buldozer. Il Folli (o come si chiama) riesce a sostenere che "la tregua e' stata smentita dai palestinesi e che il povero Sharon non e' responsabile della situazione..." ovvero il contrario di quanto detto da Mubarak. Non c'e' fine alla menzogna.


BIRZEIT: sede della piu' grande Universita' palestinese E' ormai da due giorni che il movimento tra Birzeit e Ramallah Ć reso difficoltoso da un permanete posto di blocco israeliano che lascia passare a singhiozzo gli automezzi nelle due direzioni. Tutto Ć incominciato ieri, con l'inasprirsi della tensione nell'area circostante Ramallah. A mezzogiorno di martedô, primo maggio, non era consentito a nessun autoveicolo di oltrepassare il posto di blocco. Nel tardo pomeriggio, l'esercito era ancora lł, ma alle macchine era permesso di passare, non senza aver atteso in coda qualche decina di minuti. Limitati i danni alle persone e al traffico, dal momento che la maggior parte dei palestinesi festeggiava a casa la Festa dei Lavoratori. Oggi, mercoledô, 2 maggio, la situazione Ć piŁ drammatica: il posto di blocco Ć ancora lô e la determinazione dei soldati non Ć certo scemata, anzi sembra accanirsi contro i lavoratori e gli studenti che, dalle 7.30 di mattina, incominciano a percorrere ed affollare l'unica strada che collega Ramallah all'universitł e i villaggi della zona alla cittł palestinese. La quantitł di macchine che si Ć accumulata ai lati del posto di blocco Ć impressionante, dal momento che Ć l'orario di maggior traffico: una coda di piŁ di un chilometro di veicoli in seconda e terza fila. Ma ancora piŁ spettacolare Ć la vista di una carovana di persone che nei due sensi cammina rasente le macchine in coda, per superare a piedi il posto di blocco e proseguire per la sua destinazione. Dico spettacolare, perchĆ Ć cosô che lo vissuta , io che per caso mi trovavo in una situazione che non mi era stata destinata. Mi sono persino tornate in mente le immagini di repertorio delle carovane di rifugiati in viaggio. Non ho saputo trattenermi dallo scattare un paio di foto a testimoniare quanto stavo vivendo. Osservavo con curiositł i miei compagni di viaggio: studenti in divisa, donne che portavano in braccio bambini, un anziano che era diretto ad Amman (se fosse stato possibile) e trascinava il proprio bagaglio. Nell'estrema situazione di disagio, non rinunciavano a salutare parenti e conoscenti che, guidando un veicolo proprio, non potevano semplicemente abbandonarlo e proseguire a piedi. Nonostante il nervoso che, inevitabile ho provato per la perdita di tempo subita e per il lampante sopruso che veniva perpetrato ai danni miei e di altri, ho trovato l'esperienza "suggestiva": sono consapevole che tanta leggerezza Ć dovuta al fatto che nel mio caso, trovarmi in una tale situazione costituisce una scelta tra le tante e non l'unica prospettiva, e che l'azione degli israeliani non stava violando i miei diritti personalmente e strapazzando il mio amor proprio: forse, i soldati israeliani si sarebbero rivolti a me addirittura con cortesia e sollecitudine, per alleggerirmi il piŁ possibile delle fatiche del mio "avventuroso" viaggio verso l'ufficio. In fondo, non riesco a non pensare che, tutto sommato, questo non Ć niente in confronto al resto che sta succedendo qui e che Birzeit Ć, tutto sommato, un villaggio estremamente fortunato. (di Sahar Sun)


Gaza, l'occupazione rosa - 2/5/2001 Questa notte a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, l'Esercito Israeliano ha completato la distruzione del campo profughi di Brasil al confine con l'Egitto. Durante questi sette mesi tutta l'area adiacente al confine, una striscia sottile di sabbia che dal 1956 ospitava il groviglio delle case dei profughi palestinesi rifugiatisi da Haifa e da Asqelon, e' stata costantemente attaccata. Dal 1967 il confine e' occupato e controllato da Israele, cosa che gli accordi internazionali, da quello ad interim di Oslo del 93 hanno avallato. Il 17 aprile scorso 16 case e 12 negozi erano state rase al suolo nella parte ovest del campo profughi. A quelle si sono aggiunte le 18 case demolite stanotte. Altre 20 famiglie sono senzatetto, al momento alloggiate nelle tende dell'Unrwa. Un altro giovane e ' morto stanotte negli scontri e 14 persone di cui 3 bambini sono state ferite. Quando siamo arrivati questa mattina lo scenario non era nuovo. Stavolta c'era l'Unrwa al completo, poi la TV, qualche fotografo e le tende allineate che cominciavano ad affollarsi in mezzo al cortile di un palazzo. Dietro l'angolo le macerie. Non c'era nessuna casa che ancora somigliasse a qualcosa di simile, erano rase completamente al suolo. Erano le 4 del mattino, hanno iniziato con le ruspe - ha detto un uomo - poi ho sentito i cingolati, ci hanno sparato addosso, era l'inferno. Ho preso i miei bambini e siamo scappati tutti in strada, era buio e tutti correvamo ma non si capiva dove. Si sono fermati quando hanno distrutto tutto (l'attacco e' durato 4 ore). Sono uscito in pigiama e questo e' cio' che possiedo ora. Gli stranieri vengono qui quando succedono queste cose, ma noi sono cinquant'anni che viviamo cosi', tutti vengono solo a vederci e qualcuno si commuove e accarezza i nostri bambini scalzi, ma poi noi continuiamo a stare cosi'. Parole amare e rabbia in mezzo alle voci assordanti dei bambini, noi ce ne siamo andati e quella gente e' rimasta li' e domani ricevera' un pacco di cibo base dalle Nazioni Unite, ma continuera' a stare li' finche ' la si spostera' ancora e della loro piccola striscia di terra chissa' cosa ne sara' stato. Nell'attacco di stanotte spunta anche un particolare molto inquietante, riportato anche da agenzie di stampa come reuters e ansa, e cioe' che i soldati con carri armati e ruspe erano "coadiuvati da volontari armati di lanciarazzi e bombe a mano". Chi sono costoro? forse quelli che si aggirano per i territori occupati sulle Land Rover bianche, coloni che costituiscono le nuove milizie paramilitari dello stato d'Israele. All'interno della cosiddetta Striscia di Gaza (369,8 km2), vivono 1.200.000 palestinesi su 41,5 km2, e' bene ricordarlo, e ci sono costruzioni che dovrebbero ospitare 7000 coloni, su 6.2 km2 costruiti. Proprio in questi giorni il governo israeliano, e non solo Sharon e i suoi, ma anche la maggior parte dei laburisti, ha reso nota la ferma intenzione di continuare con l'applicazione del piano strutturale per il 2002 che prevede l'espansione delle colonie, in Cisgiordania e a Gaza, continuando dunque a sottrarre terra ai palestinesi. Costruire in territorio occupato e' illegale. Cio' che e' accaduto stanotte al campo profughi di Brasil, cio' che e' avvenuto al campo profughi di Khan Yunis, solo 15 giorni fa, sono solo alcuni dei mezzi che Israele adotta per perseguire il suo scopo. Ma si possono fare molti altri esempi. Abbiamo letto e sentito decine di assurde dichiarazioni in questi giorni e in queste ultime ore. L'esercito ha dichiarato che l'operazione, che ha definito di "ingegneria militare" (forse si riferiva alla sperimentazione di nuove e velocissime ruspe e carriarmati sulla popolazione), voleva distruggere le case usate dai palestinesi per sparare colpi di mortaio sulle sue postazioni, e poi che quelle baracche erano costruite nella zona "rosa", sotto controllo militare e civile israeliano nonche' base per installazioni militari. Noi non abbiamo mai sentito parlare della zona rosa. Ci risulta che il campo profughi di Brasil si trova in area A e B, quindi sotto completa o solo civile amministrazione palestinese e che gli accordi di Oslo hanno creato "solo" le tre infelici aree A, B e C. Ci e' nota invece la "zona verde" che e' sempre esistita, e che Oslo nemmeno cita, ma che riguarda Gerusalemme e molte zone nei pressi dei campi militari nel deserto, principalmente abitate da beduini, che vengono dichiarate anche "riserva naturale". La "zona verde" delimita spazi pubblici, su cui e' vietato costruire, ma che di fatto rappresentano una riserva di terra per l'espansione delle colonie, delle basi militari o di Gerusalemme ovest, ci sono molti esempi a riguardo. Per restare in tema di colori, di fatto la cosiddetta striscia di Gaza che, se coloriamo le aree A, B e C e' molto vivace, come il resto della Palestina, ora ha anche quel rosa, che per il momento e' pieno di macerie. Ma forse, a giudicare dalle "installazioni militari" che spuntano ovunque a Gaza, molte altre zone si stanno colorando di rosa nell'immaginario dell'occupazione. Forse la zona rosa indica la nuova occupazione, la sottolinea in molti punti, la rafforza e si sta delineando chiaramente. La strada che da Rafah porta a Gaza e' ora interrotta anche da un semaforo, all'incrocio con il blocco di colonie di Gush Katif, piu' o meno nel centro della "striscia"...che e' rosso per almeno 10 minuti. Sicche' c'e' sempre traffico, prima la si percorreva in 20 minuti, ora ci si mettono anche 2 ore. L'imbuto era controllato da due carri armati fino a un mese fa, posizionati in una curva e alla fine della strada, con i soldati a "dirigere" il traffico. Al loro posto ora ci sono due garitte in cemento armato e a meta' della strada e' sorto un separe' di blocchi di cemento, dietro il quale i palestinesi vengono perquisiti a discrezione del soldato, comunque al riparo da occhi indiscreti. E' strettamente vietato circolare a piedi e una sola persona non puo' percorrere in macchina i 500 metri che vanno dal semaforo al check point palestinese. E comunque questa regola e' valida per tutte le zone delimitate che circondano le colonie. Zone rosa??!! A Gaza, nel tempo che passa lento aspettando in fila, per queste strade in cui il colore che spicca, quello della realta' che i nostri occhi vedono, e' soprattutto il giallo dei taxi, accanto ai vari scenari di resistenza del popolo palestinese all'occupazione della sua terra, si sono azionati anche vari sistemi di necessaria quanto stentata sopravvivenza. Le verdure che raggiungerebbero comunque tardi il mercato, vengono vendute tra le macchine in coda e i bambini alzano il budget familiare affacciandosi nei finestrini e offrendoti bibite o un bicchiere di te' per uno shekel, oppure se ne stanno seduti nelle macchine percorrendo quei 500 metri dal semaforo al check palestinese, avanti e indietro; quante volte al giorno??, traghettando tutte le persone sole in auto che passano davanti alle garitte israeliane, per uno shekel a viaggio... (di Carla Pagano)