Lettera del 31 marzo 2001

Alcune volte le nostre lettere non vengono consegnate per errori nei server di destinazione. Inoltre molte persone ci chiedono di essere inserite nella mailing list, cosa che facciamo con piacere.Ma a tutti ricordiamo che le lettere vengono comunque inserite nel nostro sito dove e' possibile trovare gli arretrati. Il nostro sito e' aggiornato: http://web.tiscalinet.it/intifada2000/


Una piccolissima soddisfazione: la foto con Windows sul sito filoisraeliano di cui abbiamo scritto giorni fa non c'e' piu'. grazie a coloro che hanno protestato con Microsoft. Forse e' vero che in certi casi l'interesse economico serve......!!!!!!!


NELLA GIORNATA DELLA TERRA SEI PALESTINESI UCCISI DAI SOLDATI ISRAELIANI - I SOLITI GIORNALI ITALIANI HANNO TITOLATO IN GRANDE IN PRIMA PAGINA? NO. NESSUNA VITTIMA ISRAELIANA QUINDI LA NOTIZIA NON ESISTE. SI POTREBBE PENSARE CHE ALCUNI GIORNALI ITALIANI ASPETTANO SOLO I MORTI ISRAELIANI PER "SPARARE"LA NOTIZIA ! Stanotte e' deceduto un altro uomo colpito durante i bombardamenti di Ramallah.


A noi sembra cosi' facile trovare voci "altre" anche in Israele, piuttosto che gente come tale Deborah Fait o Fiamma Nirenstein.......!! Signori Franceschini, Olimpio, Bonavolonta' sforzatevi un po', solo un poco !! E vi assicuriamo che lui non e' ne' palestinese ne' musulmano! Il diritto di resistere di Baruch Kimmerling Professore titolare di Sociologia alla Hebrew University di Gerusalemme Ha'aretz, martedi,27 marzo 2001 Anche se puo' essere difficile per noi, e' importante avere chiara la realta' politica,legale e morale in questo contesto storico: dal 1967 milioni di palestinesi sono sotto occupazione militare, senza diritti civili e ancor di piu' senza i basilari diritti umani. La continuazione dell'occupazione e della repressione gli da' , con ogni mezzo, il diritto di resistere a questa occupazione e anche di alzare il livello di violenza contro questa occupazione. Questo e' un diritto morale per legge naturale e internazionale. Il problema e' aggravato dalla vicinanza fisica in cui le due popolazioni vivono e come le forme di lotta pesino su questo. Il terrorismo palestinese indiscriminato contro la popolazione civile nel cuore di Israele e' immorale e produce un effetto boomerang. Cio' aumenta la rabbia e l'odio nella comunita' ebrea e blocca la possibilita' che possa aversi una visione empatetica e razionale sulle legittime richieste palestinesi. Il terrorismo serve anche come strumento politico, usato consapevolmente da politicanti cinici, e da qualche comandante militare, per far naufragare qualsiasi possibilita' di accordo tra Israele e i palestinesi. Dall'altro lato, le iniziative dell'esercito e dei coloni spesso determinano l'uccisione indiscriminata di palestinesi, cosa che e' ugualmente inaccettabile in termini umani. Centinaia di palestinesi sono stati uccisi e migliaia feriti dall'inizio dell'Intifada di Al Aqsa lo scorso settembre. Israele attua frequentemente punizioni collettive - assedi e isolamento del territorio palestinese - che sono espressamente vietati dalle leggi internazionali e dalle convenzioni. E Israele usa un terrorismo individuale contro quelli che definisce comandanti della rivolta palestinese. Il diritto palestinese a resistere all'occupazione e' rinforzato dalla 4 convenzione di Ginevra che proibisce ogni atto irreversibile all'interno di territori occupati e soprattutto proibisce il trasferimento di popolazioni dallo stato occupante ai territori conquistati. Il fatto che Israele affermi di non essere un occupante - perche' non c'era sovranita' su quelle terre da quando gli inglesi se ne andarono nel 1948 e i palestinesi rifiutarono il piano di spartizione del 1948 - e' una scusa quanto meno evasiva. Secondo l'Alta Corte di Giustizia, che conosce bene la 4 convenzione di Ginevra, tutti gli insediamenti sulla "linea verde" sono stati costruiti per ragioni di "sicurezza", che e' la scappatoia trovata da Israele nella legge internazionale per giustificare la loro costruzione. La seconda scappatoia "legale" usata da Israele e' che non espropria proprieta' private ma costruisce gli insediamenti su "terra statale". Dal 1967 piu' del 60% della Cisgiordania e' stata classificata come "terra statale", con un effetto selettivo, di fatto un'annessione di territori. Questa passo "legale" e' stato possibile perche' la maggior parte della terra non e' stata registrata - sia sotto gli Ottomani che sotto inglesi o giordani. Ma tutti quei governi riconoscevano il tradizionale diritto di possesso dei contadini locali. Nel 1980 Israele ha messo in atto un sequestro senza precedenti quando ha fatto rilievi sull'intero territorio , li ha confrontati con il "tabu"( il registro delle proprieta' della terra) e ha dichiarato che tutto quello che non era nel registro diventava proprieta dello stato - senza permettere agli abitanti locali di provare le loro proprieta' e registrare i loro terreni. Di conseguenza la legalita' e moralita' di tutti gli insediamenti e terreni ebrei nei Territori sono molto dubbie. Diversi fenomeni hanno offuscato la politica e altre cose di Israele. Fino alla fine del 1987 la resistenza palestinese all'occupazione era solo un piccolo dissenso. La societa' israeliana assaporo' il frutto della "permanente transitoria" occupazione, senza pagare alcun significante e immediato prezzo. In tale situazione era facile combinare messianici religiosi-nazionalisti, lo sciovinismo laico del Likud e l'ideologia della sicurezza-sopratutto del Mapai e Ahdut Avoda per conquistare la cultura politica di Israele. Perfino oggi, la maggior parte del pubblico semplicemente non sa che ogni atto violento contro i palestinesi - per non dire dell'insieme degli atti - confina con i crimini di guerra e non riesce a vedere la bandiera nera dell'illegalita' sventolare su ognuno di quegli atti. Uno stato che si considera illuminato non puo' comportarsi come stato terrorista, anche se soffre a causa del terrorismo. Uomini di stato, generali e semplici cittadini devono vedere questo ignobile marchio prima che sia troppo tardi ed esserne tutti marchiati.


Riceviamo e rilanciamo: Al Direttore di Radio 24 Dott. Elia Zamboni Al Coordinatore editoriale Dott. Alessandra Scaglioni p.c. Parlamentare Europeo Dott.ssa Luisa Morgantini ai Cooperanti Italiani in Palestina Quello che state dicendo in questo momento [Programma Linea 24 Vincenzo Cruciani 29 marzo 2001 ore 13,20 trasmissione radio Radio Sole 24 ore] sulla Palestina Ź vegognoso. L'esercito israeliano occupa il territorio dell'Autoritą palestinese, bombarda le case dei civili, uccide ragazzi palestinesi OGNI GIORNO (da settembre 400 palestinesi - in massima parte civili e il 40% uccisi senza scontri - assassinati dai coloni e dall'esercito israeliano, 60 morti israeliani, in prevalenza militari e coloni), soffoca economicamente la Palestina, e, a dimostrazione di come siano COLONIALISTI OCCUPANTI DALLA PARTE DEL TORTO, RIFIUTANO LA PRESENZA DEGLI OSSERVATORI DELL'ONU NEI TERRITORI DELL'AUTORITA' NAZIONALE PALESTINESE. Hanno rubato le terre e le case ai palestinesi, violato tutte le risoluzioni dell'Onu, e voi parlate di bombardamenti chirugici a Ramallah (solo due morti, la Vs. Intervistata Fiamma Nirenstain). E' anche deontologicamente vergognoso che riportiate solo l'opinione di filoisraeliani (voi e i Vs. intervistati) e non venga data la possibilitą agli aggrediti di rispondere alle vostre affermazioni non vere. Complimenti per il Vostro terrorismo giornalistico, continuate cosď con il Golia Israeliano contro il Davide Palestinese. Avvocato Rolando Dubini


"Nei giorni scorsi un quotidiano finanziario israeliano, Globes, ha scritto che dopo la mucca pazza e l'afta epizootica gli europei hanno scoperto le alte proteine dell' "hummus israeliano". Le vendite della compagnia alimentare Tsabar Salads sono aumentate del 24 per cento negli ultimi due mesi. La compagnia stima che le esportazioni in Europa raddoppieranno nel 2001 passando da 3 milioni di dollari a oltre 5.5 milioni." Alcune precisazioni : l'hummus e' diventato un prodotto israeliano copiato dai paesi arabi circostanti e dai palestinesi. Le fabbriche palestinesi di hummus esistono e fanno un prodotto buono. Vi chiedete come e' possibile che non lo esportino facendo concorrenza agli israeliani ? presto detto : gli viene impedito dagli israeliani stessi. I prodotti palestinesi passano i controlli israeliani, e per essere esportati devono avere marchi israeliani, non possono farlo con marchi propri. Quindi anche l'hummus, commercializzato in Europa da una ditta israeliana puo' essere hummus palestinese, pagato ad un prezzo stracciato e su cui gli israeliani lucrano. Cari capitalisti e liberisti europei come la mettiamo? La vostra sempre sbandierata liberta' di mercato dove va a finire? In questo caso non vale ?