PALESTINA - BALSAM
Rapporti sulla situazione sanitaria

 

Da BBC, Voices from the conflict" 22 maggio 2002

(traduzione a cura di Balsam)

 

Testimonianza del dr Mohammed Hassan Bakri, palestinese-israeliano del villaggio di al-Jani in Galilea, medico attivo da 27 anni. Nel 1982 ha curato israeliani ebrei di Kiriyat Shmona vicino alla frontiera libanese; erano stati colpiti da missili Katyusha. Ma come la presente intifada procedeva, ha impegnato sempre più il suo tempo a lavorare con i Palestinesi in Cisgiordania e Gaza.

Noi della minoranza araba all'interno di Israele siamo parte inseparabile dei Palestinesi di Cisgiordania e Gaza. Noi arabo-israeliani, come israeliani democratici siano sconvolti da questa intifada. Quando in TV vediamo l'esercito israeliano nelle città e nei villaggi distruggere tutto quanto trovano sulla loro via e uccidere chiunque si muova, è uno shock. Dovunque l'esercito entra, c'è gente che viene uccisa.

Sono riuscito ad andare due volte a Jenin e una volta a Nablus, dopo la loro invasione a marzo. Li' la gente manca di cibo, acqua, medicine e non ha un riparo. Nel mio ultimo viaggio nei villaggi vicino a Jenin abbiamo trovato malati di cardiopatie e diabete con un disperato bisogno di medicine. Abbiamo portato quel che potevamo, ma non basta abbiamo visto diecine di persone con urgente necessità di interventi chirurgici. Alcuni di questi siamo riusciti a portarli agli ospedali arabi di Nazareth e ad altri ospedali inglesi o norvegesi della zona.

Sono stato dentro a Jenin, sia nella città che nel campo rifugiati - in tutte le aree dove sono entrati i soldati israeliani. E' difficile descrivere cio' che ho visto. Non si puo' immaginare la vastita' della distruzione . Come entri nel campo di rifugiati sei colpito dal lezzo dei corpi in decomposizione. Da quando sono state eseguite le operazione dell'esercito, 200 tra vecchi, donne e bambini che erano fuggiti dall'avanzata dei soldati sono tornati a cercare le loro case senza trovarle. Ho visto una donna con 10 bambini dormire in strada: non aveva ne' cibo ne' un riparo.

In Israele abbiamo qualcosa che si chiama l'Associazione generale medica. che non ha fatto niente.

Un'etica umanitaria avrebbe dovuto indurli a intervenire ed aiutare. Abbiamo chiesto all'associazione di aiutare i Palestinesi dei territori, ma hanno risposto che i medici israeliani non andavano ad aiutare perche' avevano paura delle mine.

Nel corso dell'intifada la situazione per noi arabo-israliani si è fatta sempre peggiore. Tutti i Governi israeliani hanno trattato la minoranza araba male e discriminandola. Solo 10 anni fa la maggior parte dei nostri villaggi hanno avuto acqua corrente ed elettricita'. Alcuni non ce l'hanno ancora in misura adeguata. Ma come l'intifada procede, e da quando abbiamo fatto in settembre 2000 delle dimostrazioni per le strade la polizia israeliana ha smesso di trattarci da cittadini. Dimostravamo contro quello che l'occupazione stava facendo in Cisgiordania e Gaza e ci hanno sparato: 13 cittadini israeliani sono stati uccisi dalla polizia.

Ovviamente i rapporti tra i cittadini arabi d'Israele e il governo si sono deteriorati. Personalmente non mi sento di appartenere a questo Paese dopo quel che e' avvenuto all'inizio di questa intifada. La bandiera israeliana non ha significato per me e nemmeno l'inno nazionale con i suoi accenni all'anima ebraica. Noi arabi israeliani che siamo rimasti qui, facciamo ogni sforzo per prendere parte alla vita della nazione e lavoriamo per la coesistenza tra arabi ed ebrei, ma i governanti qui ce lo impediscono.

Io per natura sono un ottimista che spera molto nell'azione dei pacifisti israeliani. Io sono uno di quelli che lavorano con loro per aumentare i rapporti. Puntiamo a cancellare il danno che sta facendo questo governo. E' un governo di crisi. Se riusciamo a influenzare gli israeliani perché si liberino di questa amministrazione potremmo ancora arrivare alla pace. Ma con questi governanti c'e' poca speranza e sono pessimista.

Naturalmente io non sono favorevole alla operazioni suicide. Critico duramente ogni tipo di operazione diretta contro civili - sia arabi che ebrei. Non ottengono niente per il popolo palestinese - li espongono solo a distruzioni.

Ma c'e' l'occupazione e un essere umano sotto occupazione combatterà l'occupante con ogni mezzo a sua disposizione. Cosi' io sono favorevole alla resistenza dei palestinesi contro l'esercito israeliano e anche contro i coloni. Personalmente non mi oppongo ad alcuna operazione condotta nei territori palestinesi. Critico qualsiasi operazione condotta in Israele - Haifa, Tel Aviv, Acca, o Gerusalemme o altrove. I Palestinesi devono concentrare i propri sforzi per superare l'occupazione in Cisgiordania e Gaza - i territori occupati nel 1967.

Ma mentre condanno gli attacchi suicidi, devo anche dire che le operazioni dell'esercito israeliano in Cisgiordania e Gaza alimentano l'idea degli attacchi suicidi fra i giovani palestinesi. L'entrata dell'esercito nei villaggi e nelle citta' palestinesi, le centinaia di uccisioni e la distruzione di case creano centinaia di giovani che preferiscono il suicidio alla vita che fanno.